Credo sia nota ai più la frase di Ernest Hemingway che collima col titolo di questo articolo.
“Ai più importanti bivi della vita, non c’è segnaletica.”
Siete d’accordo?
Io no: i segnali ci vengono offerti quotidianamente. Anche ai bivi.
Ma li sappiamo cogliere? Sappiamo vedere oltre? Siamo in grado di disconnetterci dalla frenesia e dai costrutti mentali per i quali un segnale è semplicemente una coincidenza? una casualità?
Delle volte la segnaletica ai bivi nemmeno serve, se sappiamo cogliere tutti i segnali che ci sono arrivati mentre percorrevamo il sentiero. e
E’ garantito: al bivio sapremo subito e con sicurezza dove andare, nessuna necessità di un’indicazione da seguire.
A me è capitato per l’ennesima volta proprio recentemente.
Ho iniziato mesi fa un percorso, quasi per gioco. Sul mio cammino ho incrociato così tanti segnali che ho sempre saputo come e dove indirizzarmi. Ci sono stati snodi ai quali ho scelto di fare pausa, sedermi, fare uno spuntino e poi ripartire conscia della direzione e forte di un momento di riflessione.
Ieri sono giunta al bivio. E che bivio!
Eppure ho saputo immediatamente quale strada imboccare.
L’ho saputo non senza portarmi nel bagaglio delle incognite, delle paure e delle domande molto pratiche; dopotutto fanno parte della mia evoluzione e della mia presenza qui oggi.
Eppure aver compreso subito dove indirizzare il mio passo mi ha portata ad essere più leggera, più agile nella scelta finale.
Questo non significa che non leggo le difficoltà che giungeranno, significa che ho consapevolezza di loro, anche sul percorso adatto a me.
Cosa mi è servito? saper cogliere tutti i segnali che mi hanno fatta svoltare nelle vie giuste ben prima del bivio.
Come? semplicemente stando nel qui ed ora.
Siamo davvero sicuri che ai bivi della vita i segnali servano davvero?
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