Le festività natalizie si approssimano e come life e spiritual coach noto vi sia uno spaccato netto tra chi attende positivamente e con gioia i festeggiamenti, le riunioni familiari ed il tempo più lento tipico delle vacanze e chi, invece, viene pervaso da ansia, paura, frustrazione e tristezza al solo pensiero.
Già da una decina di giorni nei coaching mi sta capitando di accogliere questo genere di riflessioni. Tante persone fuori sede prenotano il loro rientro a casa mettendo in una tasca il biglietto e nell’altra insicurezze e tensioni. Altri invece, questo biglietto in tasca hanno già deciso di non metterselo e giustificheranno la propria assenza con motivazioni più o meno reali legate allo studio, al lavoro, ad una vita che ormai scorre lontana dalle origini.
Di qui si intuisce che il grande spartiacque inziale sia proprio questo: la scelta di far comunque ritorno in famiglia o quella invece di sottrarsi. E questo vale anche per chi potrebbe festeggiare a pochi chilometri di distanza.
Esiste sempre la possibilità di scegliere, accogliendo ed elaborando poi le eventuali reazioni altrui come materia indipendente da noi. Da noi stessi infatti dipende l’opportunità della nostra serenità sotto l’albero.
Qualcuno dovrà comunque rinunciare a qualcosa, questo è possibile. Altri invece dopo uno strappo iniziale avranno l’occasione di essere lieti per davvero.
Va richiamata sempre la responsabilità personale nel momento in cui dobbiamo mettere sul piatto una scelta.
Tu che cosa senti? Festeggerai con ansia e famiglia? Sceglierai il tuo benessere e starai lontano da dinamiche che non ti appartengono? Oppure vivi serenamente questo momento dell’anno?
Qualsiasi sia la tua posizione sappi che nei prossimi giorno condividerò qualche spunto di riflessione proprio su questi temi.
A presto!
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