“Quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada” proverbio tibetano
Ammetto che, fino a ieri sera, non conoscevo questa massima.
Me l’ha citata alla fine di un’intensa ora di coaching un mio cliente. L’ha fatto per sottolineare quanto il processo di identificazione di un obiettivo lo avesse aiutato nel riprendere in mano le redini del suo vivere.
Ed io ho trovato estremamente forte il potere evocativo di queste parole. In diverse occasioni nei percorsi di coaching ho notato il grande cambiamento fatto anche subito in seguito al definirsi di un obiettivo.
Capita molto spesso che il cliente contatti il coach perchè è in un momento di stallo, fatica, disinteresse, tristezza, malinconia ma non abbia ben chiaro dentro sè nè le cause nè le strategie per modificare la situazione.
Ed è proprio nelle prime ore insieme che sviscerare tutto questo porta a vedere l’obiettivo verso il quale muoversi.
Di norma i clienti cambiano espressione, gli occhi comunicano diversamente così come la prossemica non è più quella di prima.
La valenza di un obiettivo porta al primo seme di cambiamento; al primo vagito di un percorso consapevole.
Avete mai notato quanto possa far la differenza l’identificazione di uno scopo? Avete mai potuto constatare il cambiamento di prospettiva una volta che l’avevate individuato?
Il coaching è anche questo; vedere qualcuno illuminarsi perchè, pur attraversando il deserto, sa che giungerà alla meta.
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