Mi capita spesso che venga chiesto quale sia il trattamento energetico più potente che offro.
Questa domanda giunge quando la percezione del proprio problema è a livelli altissimi e il cliente vuole il massimo risultato nel più breve tempo possibile. Oppure pensa semplicemente che partire in fase d’attacco sia funzionale così da spianare subito la strada verso il benessere.
Sempre più spesso mi trovo a dire di non avere la bacchetta magica; per quanta energia e competenza io possa mettere a vostro servizio anche voi dovete far la vostra parte. L’individuazione piena del problema o della difficoltà, la sua accettazione ed elaborazione sono processi complessi e da attraversare se si vuole un risultato duraturo. Il trattamento energetico, qualsiasi trattamento scegliate, è una base di partenza e supporto che può sicuramente anche ripetersi nel tempo ma a fronte di un vostro quotidiano impegno nel mantenimento sul focus dell’obiettivo.
E’ assurdo pensare che una seduta di reiki vi svolti un problema. E’ corretto pensare che una seduta di reiki (o qualsiasi altra materia) è un punto di partenza nella cura di sè, nella risoluzione del problema, nel focus di un lavoro di cura profonda che coinvolga lo stato energetico a tutto tondo.
C’è un trattamento più potente di altri? si, certamente. Quello scelto con consapevolezza, ascoltandosi nel profondo.
Credo poco nel salto tra mille discipline con due trattamenti qui e tre lì, serve tempo per aprirsi al risultato che si mantiene, la materia energetica non è immediata ed immutabile.
Per tutti questi motivi non rispondo mai alla domanda rispetto a quale sia il mio trattamento più potente, posso consigliare in base a ciò che riferite, posso motivare e spiegare il mio consiglio ma la decisione ultima è esclusivamente vostra.
Ci sono metodologie che per quanto funzionali nel cliente non risuonano; ritengo inutile proporle concretamente. Esiste infatti la possibilità (conscia ed inconscia) di rifiuto del trattamento, inutile servirla sul piatto d’argento.
Di qui l’invito costante a far domande, chiedere per qualsiasi minimo dubbio prima di prenotare un servizio e poi, di pari passo, l’invito all’ascolto di sè. Se una metodica non vi risuona non fa per voi, non conta quanto sia prestigiosa.
Il grande lavoro su di sè parte anche dalla responsabilità della scelta dell’approccio da seguire.
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