Spesso mi viene raccontato da clienti che arrivano a me dopo aver già sperimentato la lettura dei registri di averne fatte anche due o tre nel giro di un mese.
Personalmente credo poco, se non nulla, nelle letture ravvicinate (e parlo di mesi, figuriamoci nell’ottica di giorni!). Se scegliamo con cura le domande potremmo essere pienamente soddisfatti anche solo con una singola lettura in tutta la vita.
Fare letture ravvicinate crea “dipendenza” dal mezzo, rende complesse le scelte in autonomia, lega le esperienze alla verifica in Akasha e porta più confusione e rincorsa al risultato che conforto e crescita.
Una lettura dei registri akashici contiene sempre tutta una serie di importanti spunti personali, impossibile lavorarli con coscienza in qualche giorno! Se si ha necessità di tre letture al mese qualcosa di fondo non sta girando come dovrebbe nel nostro sentire e bisognerebbe attenzionare prima questo.
Le parole della guida hanno significati a volte immediati, a volte no, serve tempo per interiorizzarne il meccanismo e la simbologia così come per lasciare spazio alla grande cura della quale queste sono capaci.
Una buona lettura fornisce materiale anche a distanza di tempo, consiglio sempre infatti ai miei clienti la rilettura delle loro risposte, la possibilità di imparare altro si apre sempre così.
Mettersi in gioco in autonomia senza il supporto del lettore che canalizzi è la base per far fruttare al meglio tutto ciò che Akasha ci riporta.
Tu cosa ne pensi? Ogni quanto fai una lettura? Trovi utile pensare di poter chiedere sempre qualsiasi cosa ai maestri ascesi?
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