No, no, no e ancora no! Questa la risposta alla domanda del titolo.
Nei percorsi coaching non viene assolutamente dettato ciò che il coachee debba fare o pensare.
Il life coach (così come lo spiritual coach e qualsiasi altra figura professionale in questo campo) non detta alcuna regola su ciò che il cliente debba fare o pensare.
Il life coach lavora nel non giudizio, accoglie, supporta e, attraverso una serie di strumenti, aiuta il cliente ad estrarre da sè motivazioni, risorse e possibilità che questo non riusciva ad inquadrare da solo.
La responsabilità personale viene messa in prima linea in un percorso di coaching!
Con lo svolgersi del percorso, le parole dette, i discorsi fatti, gli strumenti messi in gioco (sopra a tutti la programmazione neuro linguistica) il cliente si trova a poter meglio vedere e conoscere le proprie risorse e ad indirizzarsi autonomamente verso la risoluzione del problema.
Ecco perchè è poco sensato chiedere al coach se concorda con noi, quale sia la sua idea rispetto alla nostra situazione ecc. Il coach inquadra le informazioni generali e le processa verso il raggiungimento dell’obiettivo mettendoci di suo la conoscenza degli strumenti idonei e il supporto al cliente.
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