Nel momento in cui si decide di approcciarsi al channeling esistono diverse opzioni.
Molte persone nascono e crescono con questa innata abilità già sviluppata, non è strano infatti imbattersi in persone che raccontano di comunicare con l’oltre sin dalla tenera età.
Proprio nell’infanzia infatti non vi sono filtri e costrutti che fungono da impedimento, molti bambini vedono ciò che gli adulti non sono più in grado di percepire: alcuni poi mantengono questa competenza, per altri invece scema (perlopiù in virtù di giudizio morale familiare).
Nel momento in cui questa abilità permane nella crescita è piuttosto comune sentire riportare momenti di picco positivo e negativo, si passa da frammenti di grande guida e connessione a frammenti di negazione e rifiuto totale. Piuttosto fisiologico se si pensa alle difficoltà ed esperienze che si attraversano sia in fase adolescenziale sia in prima età adulta. Alcuni poi parlano apertamente di questa capacità, altri la nascondono (come io stessa ho fatto!) per anni in cerca di pacificazione. Sicuramente entra in gioco quasi per tutti la dinamica della paura, del giudizio e le fragilità dell’esposizione.
Quando invece questa competenza scompare e vuole venire recuperata perchè si sviluppa un interesse per la materia esistono diverse vie: molti sono i professionisti che offrono corsi di channeling (io no!) e questo può essere un primo passo per approcciare la materia con la sicurezza di avere un mentore a supporto. Alcuni però provano in autonomia con diverse tecniche e tentativi legati alla visualizzazione e alla meditazione. Ovviamente è una facoltà da allenare e richiede tempo, impegno e costanza.
In ogni caso è necessario avere cura di sè quando ci si approccia a questo genere di esperienza; le energie che ci circondano possono essere anche burlone o malevole e saper distinguire con chi avvenga la comunicazione è la base del tutto. Molto aiuta mantenersi “puliti” energeticamente, sostenere sempre le proprie vibrazioni e studiare (esistono moltissimi testi!) così che ci siano informazioni di base sulle quali costruire la propria capacità mantenendo uno spirito critico che io ritengo fondamentale anche quando ci si approccia a questo genere di materia.
Verificare che si stia ben canalizzando non è sempre semplice, il verificarsi costante delle questioni canalizzate può essere un buon punto di partenza così come il personale sentire durante le canalizzazioni e dopo, in ogni caso oltre alla pulizia costante di sè è innegabile servano protezioni (bolle energetiche, sigilli, pratiche specifiche legate a tradizioni alle quali ci si sente legati ecc).
Qualsiasi sia la storia che ci porta ad approcciare e voler vivere la comunicazione con l’oltre è necessario avere rispetto, coscienza e responsabilità verso sè e gli altri se si decide di poter portare i messaggi anche al di fuori della sfera privata. Vi sono infatti sensibilità, argomenti e situazioni che richiedono una profondità ed una delicatezza particolari ed è per questo che il channeling è alla portata potenziale di tutti ma non è per tutti. In considerazione vanno tenute anche le dinamiche egoiche e i condizionamenti infatti.
Avevi mai sentito parlare del channeling? lo hai mai sperimentato? cosa ne pensi?
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