Consulenze Spirituali e Coaching: Scopri le Differenze

“Ciao Deborah, sono mesi che penso se scriverti o meno per fissare un appuntamento con te. Diverse mie amiche e conoscenti hanno fatto delle cose con te, alcune mi dicono tu sia in contatto sottile con mondi diversi e lontani, altre mi raccontano di te come la professionista che ha sempre la spiegazione corretta e perfino scientifica alle questioni che ti presentano nel coaching. Una persona in particolare mi ha raccontato che le hai condiviso informazioni precisissime in una seduta e ancora si domanda come tu abbia fatto a sapere nomi e situazioni ma, di contro, la sorella mi parla di te come di una persona estremamente razionale che ha sempre l’esercizio di pnl giusto. Insomma, chi sei? Questo mi destabilizza e mi fa desistere dal conoscerti, non so cosa aspettarmi… puoi dirmi di te?”

Questo è uno stralcio di una mail ben più lunga ricevuta durante il periodo festivo. Scelgo di condividere, col consenso della persona che scrive, perchè ritengo assolutamente legittima e sensata la richiesta e penso che la risposta possa rendersi utile anche ad altri.

In primis bisogna capire quale sia il motivo per il quale si richiede una consulenza, alcuni si approcciano a me per le competenze da coach e, queste, poco c’entrano con le capacità legate agli extrasensi. Nei percorsi di coaching capita sovente di poter mescolare competenze ma, perlopiù, si lavora sul raggiungimento di un obiettivo smart (specifico, misurabile, accessibile, rilevante e definito nel tempo) attraverso strumenti ed esercizi che la programmazione neurolinguistica offre. Evidentemente c’è poco o nullo margine per portare al di fuori altre possibilità, si lavora in maniera lineare e molto orientata.

Coloro invece che si approcciano a me per materie più spirituali hanno ovviamente un’immagine diversa delle mie competenze; sperimentano ciò che nel sottile ho capacità di fare e percepire, vedono un lato decisamente più profondo ed anche imprevedibile come solo un consulto di channeling sa essere.

La capacità che mi ascrivo è quella di saper comprendere chi ho davanti, saperne leggere bisogni e limitazioni in ottica di apertura a competenze trasversali; ed ecco perchè ci sono rimandi diversi. Non forzo mai nulla; accompagno e sostengo, qualsiasi sia la via scelta dal Cliente all’interno delle mie competenze. So delegare e indirizzare ad altri professionisti quando si esce dal mio raggio d’azione. Condivido sempre idee e motivo le mie proposte, so accogliere un sì come un no e rispetto il ruolo attivo e principale del Cliente.

Mi piace pensare alle consulenze come ad uno spazio protetto, sicuro e di crescita. Mi piace sapere di poter fare la differenza e poter accompagnare osservando le trasformazioni che le persone (e le anime!) sono in grado di fare. Tutto questo ha una via, quella giusta per il Cliente e sapersi modulare è un atto di rispetto dovuto.

Hai mai sperimentato un consulto con me? Avevi idee o aspettative precise? Hai avuto paura o imbarazzo? Ti invito a condividere la tua esperienza così che possa essere utile a tutti, a me in primis!


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