Corsi per i Registri Akashici: Cosa Sapere

Oggi torno, dopo un periodo di silenzio, sulla tematica dei registri akashici; la riflessione che voglio portare riguarda la mia esperienza come lettrice e tutor di persone che hanno frequentato i più svariati corsi per diventare lettori di registri akashici ma non sono mai riusciti nel loro intento o hanno raggiunto risultati parziali.

Come sapete non sono una formatrice, non ho attivo alcun percorso formativo sui registri akashici e tantomeno aspiro a proporlo. Voglio portare alla vostra attenzioni i temi sui quali mi trovo a lavorare costantemente così che siano spunto di riflessione specie se state valutando un corso o se ne avete frequentato uno e vi trovate con un pugno di mosche in mano.

I formatori fanno la differenza? sarebbe meraviglioso poter rispondere di sì, invece no, assolutamente no. Chi fa la differenza tra la riuscita o meno siete voi. Un formatore più empatico o esperto può sicuramente fornire strumenti facilitativi in base al caso che gli si propone ma non può essere garanzia di riuscita. Voi e il vostro lavoro attivo di consapevolezza, impegno e dedizione invece si. Tutti possono canalizzare, solo alcuni ci riescono. Cosa fa la differenza? il livello di consapevolezza e conoscenza di sè e del proprio bagaglio potenziale di competenze acquisite o sviluppabili e la costanza. Molto spesso incontro persone che sostengono di non aver tempo per la cura di sè, per la meditazione, per il respiro consapevole, per l’attenzione al qui e ora ma vogliono disperatamente poter canalizzare anche per uscire da una serie di situazioni che vivono contaminando il percorso con una serie di necessità e difficoltà assolutamente personali.

Il corso online o in presenza fa la differenza? a volte si, esclusivamente per la suggestione che si crea in presenza. I corsi online già registrati azzerano la componente umana e ritardano l’espressione di dubbi e problematiche perchè implicano un tempo di latenza nell’interazione. Seppur comodi per molti sono quindi una soluzione da valutare con attenzione viste le criticità sull’immediatezza e l’interazione. I corsi online in diretta hanno il vantaggio di poter essere fruiti con comodità da casa e creano “ambiente” anche se a distanza. Alcuni trovano molto difficoltoso lasciarsi andare nel gruppo (o solo col formatore in caso di corsi singoli, più rari però) negli esercizi proposti, le barriere del device impattano sull’espressione spirituale del focus. I corsi in presenza hanno il vantaggio immediato del poter respirare “l’aria di Akasha” come mi piace definirla. E’ di norma possibile interagire liberamente, diversi formatori si preoccupano di creare connessione nel gruppo sin da subito e di medicare le frizioni eventuali. Se il corso si spalma su più giornate questa connessione viene facilitata anche dalla condivisione di spazi comuni come le stanze e di momenti conviviali come pranzi e cene e piccole escursioni in natura. Qui molto viene fatto dall’ambientazione, l’energia personale si crea direttamente all’interno del gruppo e diviene un facilitante nell’espressione di alcune abilità necessarie per la canalizzazione. Alcuni resteranno fermi comunque a parlare col proprio sè superiore, altri invece riceveranno informazioni da stati più elementari ma di norma la maggioranza riesce anche per via di pratiche di allineamento e pulizia proposte in loco a fare il suo accesso in Akasha.

Il costo del corso: più pago e più qualità trovo? assolutamente no, ho continui rimandi negativi rispetto a un paio di formatori molto famosi e molto cari, quindi mi sento di escludere il prezzo dalle questioni. Evidentemente un corso registrato dovrebbe avere un costo inferiore agli altri ma mi rendo conto che spesso non è così e ho rimandi di persone che hanno speso parimenti per un weekend fuori porta incentrato su Akasha.

La teoria conta più della pratica? dipende! di quale teoria ci occupiamo? i cenni storici di norma sono un piccolo inciso all’interno dei corsi, i partecipanti vogliono stringere il risultato. Personalmente trovo che una buona introduzione con cenni storico-sociali del channeling non faccia male e contestualizzi anche la pratica rispetto all’impatto nella socialità che ancora oggi porta. E’ evidente che servano degli esercizi pratici all’interno di un corso che si propone di far sviluppare un’abilità; dai rimandi che ho questi si inseriscono in pratiche meditative guidate e non, parti minime di visualizzazione, qualcuno lavora anche sul prana e sui chakra dei partecipanti. Gli esercizi sono il fondamento della pratica, tenete quindi in considerazione che non basterà farli una o due volte.

Quanto conta la mia pulizia energetica personale? quasi nessuno la nomina dai feedback che ho; io la ritengo invece fondamentale. La parassitosi e le interferenze sono i primi ostacoli più basici che potreste incontrare e che vi porterebbero non a fare una canalizzazione ma una banalizzazione.

Vi lascio questi primi spunti e mi riservo di proseguire sul tema, in caso di dubbi o domande potete scrivermi in mail a d.asnaghi@gmail.com


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