Il Cuore Puro e la Lettura dei Registri Akashici

“Il cuore puro serve per leggere i registri akashici?” Qui una domanda che ricevo molto spesso per via della narrazione dei social attorno al channeling.

Il concetto di “cuore puro” andrebbe ben sviscerato prima di “venderlo” come caratteristica prima per una buona lettura dei registri akashici o per una canalizzazione in generale.

Sicuramente il richiedente può porre le sue domande con cuore puro, Akasha non ammette curiosità, non si consulta superficialmente, non risponde per questioni amene.

Che il lettore invece riesca a canalizzare esclusivamente perchè ha un cuore puro è un concetto risibile se lasciato aleggiare senza spiegazione. L‘igiene spirituale non è un’opinione e non basta avere buone e chiare intenzioni per essere certi che la canalizzazione avvenga in Akasha tramite i Maestri Spirituali così come non basta un’intenzione di trenta secondi per ripulirsi energeticamente. Di qui, il cuore puro è un concetto carente perchè, se non accompagnato da pratiche costanti e sensate, da solo non porta garanzia di nulla, nemmeno di bontà come ho sentito riportare da diversi Clienti incappati in lettori surreali.

Questo piccolo e apparentemente innocuo concetto parla già molto di coloro che lo esprimono senza mai argomentarlo; questo post è quindi l’ennesimo invito a far domande quando state per farvi fare una lettura dei registri da qualcuno, le innate doti non sono affatto garanzia di pulizia o precisione, tantomeno di sicurezza. Verificate quale sia la reale competenza di coloro che si presentano a voi, avete il pieno diritto e dovere di farlo visto che valutate di affidargli l’apertura e la lettura del vostro libro dell’anima.


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