Come si svolge un consulto in cristalloterapia?

Mi trovo spesso a rispondere su come si svolgano i miei consulti in cristalloterapia, sono quindi lieta di metterlo per iscritto così che sia fonte di informazioni per chiunque abbia questa curiosità.

I consulti possono avvenire al vostro domicilio oppure online, di norma durano poco più di un’ora ma non sono solita porre limiti perchè li ritengo dannosi per la buona resa del consulto.

Partiamo conversando; è infatti attraverso l‘ascolto attivo della vostra storia, delle vostre necessità, dei vostri disturbi, fastidi, paure e problemi che l’incontro inizia a snodarsi verso i suoi elementi fondanti.

Di norma emergono molti dettagli utili all’individuazione delle pietre più adatte con le quali andare a lavorare insieme (in successive sedute di cristalloterapia da svolgere in presenza) oppure in autonomia (con il mio costante supporto da remoto) in totale libertà di scelta.

Se nel colloquio identifico manchino una serie di elementi o non ritengo chiari alcuni punti farò una serie di domande volte a sciogliere i dubbi che permangono, insieme osserveremo i fatti, le sensazioni e le emozioni che emergono relativamente agli argomenti che porterete a mia conoscenza.

Come cristalloterapeuta lavoro in assenza di giudizio, la libertà di espressione del mio Cliente è per me fondamentale.

Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie, ci si concentra sui risultati da ottenere. In caso di diversi disequilibri o mancanze si valuta insieme da quali e come partire, in caso di problematiche minori invece la strada da intraprendere si fa di solito subito chiara.

In prima battuta ricevete dei consigli pratici, in seconda battuta (nel giro di un paio di giorni) avrete una relazione scritta dell’incontro, i vostri consigli mirati ben spiegati e dettagliati, le pietre che vi suggerisco di acquistare per poter iniziare il vostro percorso. Di ogni pietra riceverete una scheda tecnica che ne indica tutte le informazioni possibili, sia chimico-fisiche che spirituali e pratiche per purificazione, carica ed utilizzo nel vostro caso specifico.

Resto ovviamente sempre a disposizione in caso abbiate dubbi o domande ulteriori. Amo vedere le situazioni evolvere e voi acquisire risultati e consapevolezze.

Il consulto è assolutamente personale, ricevete informazioni cucite su voi e la vostra situazione. Come cristalloterapeuta tengo a chiarire che i miei consulti non si sostituiscono mai a quelli del vostro medico di fiducia.

Resta aperta la possibilità per chi vive nella zona di Monza e Brianza per sedute di cristalloterapia in presenza dopo il consulto se ne avrete piacere. Di queste però parlerò in maniera più approfondita nei prossimi giorni perchè vengono svolte in maniera particolare e voglio poter dettagliare.

Se avete dubbi o domande sono come sempre a disposizione qui nei commenti così che le risorse siano fruibili a tutti coloro che transitano da qui o in mail a d.asnaghi@gmail.com

A presto!

Kit preconfezionati: pietre e cristalli

Come cristalloterapeuta mi trovo spesso a rispondere rispetto all’acquisto di kit preconfezionati di cristalli.

Normalmente mi viene chiesto un parere su quelli per i sette chakra ma in commercio ne esistono molti e diversi: per l’amore, per la prosperità, per il successo, per l’abbondanza, contro la sfortuna, contro la negatività, contro il malocchio e chi più ne ha più ne metta.

Tenete conto che questi kit sono pensati in maniera assolutamente generica, non rispondono quindi alle vostre personali caratteristiche ed esigenze. Contengono pietre indicate per il tema di riferimento ma non è detto siano quelle delle quali voi avete effettivamente necessità. Inoltre, in caso di pietre con proprietà simili, è qui impossibile poter scegliere quella che più risuona con la vostra energia.

Prestate poi attenzione ai prezzi, in tempo di black friday è facile scovare offerte vantaggiose ma non esponetevi al rischio di acquistare pezzi di vetro colorati. E’ importante selezionare accuratamente il rivenditore e non puntare ad un prezzo stracciato perchè, di base, i cristalli hanno un costo legato alla loro qualità. Meglio pochi ma buoni quindi. L’acquisto di pezzi di vetro non vi porterà ovviamente alcun genere di beneficio in nessun campo.

Di norma consiglio sempre di interfacciarsi col venditore, far domande, vedere se ci siano pezzi sostituibili per ciò che più ci serve.

A monte sarebbe ottimale poter fare una consulenza con un cristalloterapeuta, l’offerta di professionisti è ampia e variegata, si lavora tranquillamente sia in presenza che online e si fornisce un consulto personalizzato, così che ogni singola pietra consigliata sia ad hoc per voi e la vostra situazione.

Amo pensare che la diffusione di questi kit preconfezionati risponda ad un crescente interesse nei confronti della cristalloterapia e dei suoi benefici da un lato e verso il benessere personale dall’altro, quindi ben vengano tenute presenti le discriminanti che ho indicato.

L’esperienza personale di contatto ed utilizzo con le pietre è poi ulteriore elemento da tener presente; non tutte le pietre son per noi, non in questo momento.

Trovo i cristalli ottimi per regali a coloro che amiamo, ancor meglio sarebbe ovviamente indirizzarli ad un professionista che possa individuare ciò di cui si necessita.

Avevi mai pensato a questi fattori? ti interessano pietre e cristalli? come pensi lavori un cristalloterapeuta?

Di questo ed altro tornerò a scrivere molto presto!

Sono spiritual coach

Un ulteriore tassello della mia formazione aggiunto questa settimana!

Sono spiritual life coach!

Ma cosa significa essere un coach spirituale? che cosa posso fare?

Il coach spirituale accompagna il proprio Cliente nella (ri)scoperta della propria spiritualità, supporta l’individuazione del senso di identità.

Nel percorso di coaching spirituale si lavora sulla direzione della propria vita, sullo scopo animico di questa, ci si allinea ai propri valori, si impara quindi ad identificarli, riconoscerli, acquisirli appieno e portarli nella propria quotidianità.

C’è supporto per la manifestazione del profondo essere, per la realizzazione del piano animico che porta ad esprimere il Cliente nel suo pieno potenziale.

Il coach spirituale è d’aiuto quando si attraversano momenti difficili in cui molto (o tutto!) sembra non avere un senso, quando ci sono vecchie ferite condizionanti, quando un lutto colpisce nel profondo e fa girare a vuoto, quando c’è la voglia di rilasciare tutto ciò che di negativo ci si porta dentro o dietro, il coach spirituale supporta anche nell’individuazione di inclinazioni ed emozioni sopite sulle quali poi si lavora positivamente.

L’approccio è supportivo, motivante, illuminante e si avvale dei preziosi strumenti che la programmazione neuro linguistica offre uniti alla meditazione, alle pratiche energetiche e vibrazionali.

Lo spiritual coach lavora in assenza di giudizio, sempre. Il rapporto col Cliente è basato su fiducia e rispetto. L’accoglienza dell’altro per com’è è parte integrante del percorso.

Il coach spirituale lavora sia in presenza che da remoto.

Questo percorso di coaching apre le porte alla meravigliosa esperienza del viaggio dentro e fuori di sè.

Ti piacerebbe provare?

Spiritualità e denaro

Scrivo questo articolo sull’onda di una serie di domande che mi sono state poste rispetto alla quotazione relativa specie alla lettura dei registri akashici.

Diversi clienti mi hanno fatto notare quanto io sia sotto la media del costo della mia concorrenza, che non ponga limiti temporali alla lettura come invece molti fanno e che non ponga nemmeno limiti al numero di domande, altra pratica che pare comune.

In primis sono felice che chi si affacci alla lettura abbia voglia di cercare, documentarsi, chiedere. Interpellare diversi operatori è sempre una buona idea nel momento in cui ci risuonano più persone nell’ottica di una lettura. Permette di cogliere differenze, plus e minus, approcci e modalità totalmente personali che posso dare o togliere rispetto all’idea iniziale.

Questo confronto poi apre anche la strada ad una serie di riflessioni, banali credo, ma che vale la pena mettere per iscritto così che possano giungere come ulteriore elemento di valutazione.

Il prezzo di un servizio è calcolato in base ad una serie di fattori oggettivi e una invece di fattori personali.

Chi offre il servizio emette una fattura? o una ricevuta di prestazione occasionale? oppure nulla?

Quanta esperienza ha l’operatore? si aggiorna costantemente? lavora su di sè per rimanere canale propizio? quali competenze ha? qual è il suo background?

Le modalità che ci propone risuonano così come ci risuona la persona che magari abbiamo conosciuto solo attraverso un video o un articolo? L’immagine privata dell’operatore che interagisce con noi è coerente con quella pubblica che ci aveva accattivato?

Le tempistiche che ci vengono proposte sono consone al servizio richiesto? Ci viene proposta una lunghissima attesa? Ci vengono messi davanti tempi stringenti?

Di base queste mi sembrano delle prime domande utili a scremare.

Mi sento poi di dire che, ovviamente, ogni operatore lavora secondo le modalità che ritiene opportune e che sono, a parer mio, insindacabili.

Non c’è modo per cui un operatore possa giudicare costi o modalità del lavoro altrui; nel farlo perderebbe professionalità, questo è palese.

Ecco perchè, appunto, quando mi viene fatto notare quanto le mie modalità ed i miei costi siano atipici io in realtà non possa far altro che prenderne atto e tacere.

Lavoro secondo coscienza, cosi come sono sicura facciano anche gli altri.

Per me l’accesso popolare alla lettura dei registri è un requisito fondamentale; li ritengo uno strumento talmente potente che debba essere quanto più fruibile possibile. Di qui la scelta di un prezzo più contenuto che, vi garantisco, comunque per molti pesa visti i tempi che corrono.

Mi piace sempre avere uno scambio successivo alla lettura, ormai lo sapete. Questo avviene in mail o su skype e non ha alcun costo aggiuntivo. Perchè dovrebbe? è per me parte integrante del processo della lettura! dare chiarimenti, sciogliere dubbi, spiegare immagini e condividere sensazioni arricchisce voi tanto quanto me.

Qualsiasi sia il motivo che vi spinge a ricercare il vostro lettore o la vostra lettrice di registri non fatevi frenare dal prezzo; sempre che sia ragionevole ovviamente, tenetene conto al pari di tutta un’altra serie di fattori.

La scelta della persona giusta è fondamentale e attendere un attimo per raccogliere tutte le informazioni possibili è un ottimo investimento a parer mio.

Spero di aver portato elementi utili alla vostra ricerca, resto a disposizione nei commenti ed in mail a d.asnaghi@gmail.com se aveste dubbi o domande.

Grazie per avermi dedicato il vostro tempo leggendomi, a presto!

Di famiglie e malanni..

Come doula, sto iniziando a raccogliere racconti di malanni di stagione, come madre li affronto già da circa un mese.

Che i bambini frequentino o meno la comunità poco conta, questo è il periodo ideale per iniziare ad avere a che fare con febbri, starnuti, vomito e chi più ne ha più ne metta.

E di qui la grande fatica delle famiglie, specie, di norma, delle madri, per far quadrare benessere, lavoro, equilibri a tutto tondo.

E’ un periodo provante sotto più punti di vista.

In primis, un bambino che sta male, fa stare in allerta, col cuore in pensiero. Poi fa considerare eventuali errori commessi (l’avrò coperto troppo? troppo poco? forse potevo non andare lì o là? all’asilo mi pareva di sentire tossire troppo, forse era meglio tenerlo a casa ecc) perchè, specie per alcuni neogenitori, è complicato pensare che, semplicemente, accade, e non ci sono colpe e responsabilità nel centro per cento dei casi.

Infine espone ad una totale riorganizzazione familiare a livello pratico per tutti i giorni che separano dalla guarigione.

Il carico mentale familiare aumenta esponenzialmente, così è facile aumentino anche le tensioni interne specie se ci sono discrepanze nell’affrontare la situazione.

Mamme e papà hanno pari risorse ed è bello vedere quando entrambi le mettono tutte in campo, permette di notare differenze e cogliere sfumature di accudimento assolutamente personali ed arricchenti.

Ma quando è la mamma da sola a doversi occupare di tutto? che si fa?

Quando la presenza materna è imprescindibile come ci si gestisce? il lavoro ne risente? come viene vista l’assenza per malattia del proprio bebè?

Queste riflessioni sono nate ieri dopo un paio di conversazioni con mamme che seguo; mi duole constatare che la fatica di alcune madri sia quintupla.

Non solo il pensiero di un figlio che sta male ma anche quello di un capo da avvisare, di un giudizio da affrontare, di scelte da prendere e portare avanti cercando di far combaciare tutto.

Certe giornate sono proprio sul filo del rasoio e, come doula, non posso che sostenere, motivare e aiutare con braccia , mani e cuore coloro che seguo.

Chi non sperimenta il bailamme del caos difficilmente lo comprende.

Ciò che spesso mi trovo a dire è che nel tempo ci si organizza meglio, si impara a gestire la tensione in modo più sano e il giudizio esterno con meno peso.

L’esperienza conta anche qui, di norma si prepara un piano b da mettere in azione non appena si annusa il malanno e si impara ad accusare il colpo con meno danno possibile per tutti.

Nel frattempo però ovviamente si attraversa fatica, difficoltà, sconforto e anche senso di inadeguatezza per molti.

Prima o poi ci passiamo tutti, ogni famiglia con le sue dinamiche e peculiarità ma tutti sperimentano la complessità della gestione dei malanni dei bambini.

Mettere in campo tutte le proprie risorse, anticipare i problemi, gestirli con fermezza, avere il piano b in tasca aiutano.

Il tempo è un’ottima risorsa per imparare.

Nel presente invece: chiedete aiuto, specie se vi sentite sopraffatti.

Se avete piacere di condividere nei commenti strategie, consigli o esperienze sentitevi liberi di farlo: lo scambio ha sempre ottimo potenziale.

Life coaching: primo incontro

Spesso, quando parlo di coaching, mi trovo a spiegare che cosa accada nella prima ora di incontro col Cliente.

Ho avuto modo di constatare che molti non abbiano idea di cosa possa accadere in questo spazio; proprio il non conoscere per qualcuno è fonte di ansia, tensione o paura.

La premessa dalla quale partire è questa; il Cliente ha riconosciuto di aver necessità di un supporto che ha individuato nel coaching, ha ricercato un coach che risuonasse e ha fissato il suo primo appuntamento.

In questa prima ora, personalmente, lascio libero il cliente di muoversi nel racconto di sè come meglio crede. E’ un tempo in cui è fondamentale il fluire libero che fornisce già al coach elementi sui quali poter lavorare.

Non ha importanza che il racconto sia lento o concitato, non importa che ci siano salti temporali, non conta quanti dettagli vengano alla mente e quanti invece omessi, è fondamentale solo il fluire libero.

Il coach lavora in assenza di giudizio, è quindi importante che il Cliente si senta accolto, che senta il coach come alleato, come figura che sta dalla sua parte.

La prima ora è anche un’ottima occasione per impostare l’obiettivo concreto e fattibile che il Cliente vuole raggiungere col percorso insieme al coach.

Dal canto suo il coach può già identificare una serie di modalità e strumenti per iniziare a perseguire gli obiettivi del Cliente grazie a questo primo racconto di sè che ha modo di ascoltare.

L’accoglienza, la serenità, la liberta di esprimersi e il non giudizio sono caratteristiche fondamentali sia del primo incontro che di tutti i successivi.

Personalmente ricevo online o al domicilio del cliente così che l’ambiente sia sempre familiare per chi si rivolge a me.

Il primo incontro è un momento ricco di emozioni e denso di informazioni, è per questo motivo che faccio sempre seguire una piccola relazione di quel che è stato trattato, questa serve a coach e Cliente per fissare l’attimo e vedere il primo quadro della situazione.

Normalmente la cadenza degli incontri è quindicinale, nessuna regola granitica però per me, sono sempre disponibile ad accogliere variazioni che accorcino o allunghino i tempi in base alle esigenze del Cliente e dell’obiettivo da raggiungere.

Se stai pensando di rivolgerti ad un coach spero tu abbia trovato utile questo articolo, se ci fossero curiosità o domande puoi scriverle nei commenti o contattarmi scrivendo una mail a d.asnaghi@gmail.com

A presto!

Fidarsi e affidarsi ad un life coach

Dice il De Mauro che fidarsi significa: avere fiducia in qcn. o qcs.: fidarsi di un amico, non mi fido della mia memoria 2.fam., avere il coraggio, la sicurezza di fare qcs.: non mi fido a tuffarmi, il trampolino è troppo alto

Dice sempre il De Mauro che affidarsi significa:  abbandonarsi alla benevolenza, alla protezione di qcn.: mi affido alla tua clemenza; confidare in qcn. o in qcs.: affidarsi alla provvidenza 2.fidarsi di qcn., qcs., fare assegnamento su qcn., qcs.

Nella mia scelta di divenire life coach questi due verbi hanno avuto enorme peso sin dal principio.

Ecco perchè li considero fondamentali nella relazione che instauro col Cliente.

Il life coach è uno strumento potente di trasformazione e motivazione, un gancio poderoso per estrarre dal Cliente tutte le risorse e le potenzialità che non riesce ad individuare e/o padroneggiare in autonomia.

E’ una guida salda e positiva che accompagna il Cliente ad emanciparsi facendo leva sulle proprie competenze estratte.

Capite bene quanto sia fondamentale fidarsi ed affidarsi al coach migliore per noi. Questi due verbi incarnano l’essenza della relazione tra coach e Cliente.

La fiducia del fidarsi si pone come substrato nutritivo della relazione, la rende rigogliosa e fiorente, positiva e propositiva. L’assegnamento dell’affidarsi dimostra l’accoglienza della relazione da parte sia del coach che del Cliente come fosse una danza che prevede il concatenarsi dei rispettivi passi.

Ed è proprio così che mi piace pensare al lavoro che si porta avanti tra coach e Cliente, un insieme di passi che avvicinano ogni volta di più alla meta. Un progresso costante che viaggia al ritmo giusto, nè troppo lento nè troppo veloce, dettato proprio dalla profonda relazione che si instaura.

Alla luce di queste riflessioni; ti (af)fideresti ad un coach? quali problematiche potresti lavorare nel percorso?

Se ti va fammelo sapere nei commenti o privatamente!

A presto!

Che domande posso fare in una lettura dei registri akashici? terza e ultima parte

Siamo arrivati all’ultima parte di questo mini percorso nel quale mi è parso utile darvi risorse concrete basate sulla mia esperienza di lettrice, per poter porre al meglio le vostre domande in una lettura dei registri akashici.

Nel blog trovate due precedenti articoli che consiglio di leggere in modo da avere un’immagine completa delle possibilità aperte.

Andiamo quindi a vedere insieme un’ ultima serie di domande:

  • lavorativamente sono sulla strada giusta? (quando avete davanti a voi più possibilità, quando sentite che qualcosa vi sfugge o siete insicuri sul da farsi in campo professionale)
  • cosa mi riserva il futuro in campo….(per avere un’idea generale di eventi in arrivo, persone che possono avere un’influenza o un’importanza particolare nelle vostre vite)
  • chi sono e cosa faccio nelle mie vite parallele? (nei registri è possibile indagarle quindi potreste ricevere informazioni utili anche da questi vissuti)
  • chi ero e cosa facevo nelle mie vite passate? (anche in assenza di problematiche che potreste trascinarvi sono informazioni arricchenti che potrebbero dar spiegazione a diversi ambiti della vostra attuale incarnazione)
  • chi sarò nella mia prossima vita? (i registri contengono le vite future, in caso di ansia verso il futuro, verso l’ignoto qui potrete ricevere informazioni ad hoc)
  • chi è il mio spirito guida? (a volte capita di percepirlo ma non essere certi, si colgono segnali ai quali poi non si sa dare spiegazione, qui si potrebbero trovare spunti utili)

Con questo elenco ho terminato la lista delle domande più gettonate che ricevo ogni giorno nelle letture che svolgo; mi auguro di avervi dato spunti proficui sulla formulazione delle domande a livello pratico in modo che possiate sempre massimizzare la resa delle letture akashiche.

Ovviamente ci sono altri generi di domande possibili, altri temi che è possibile toccare nelle letture, non esitate nel farvi consigliare dal lettore o dalla lettrice che scegliete nella loro formulazione in modo che sia chiara e conveniente per ottenere risposte mirate alle vostre esigenze.

Resto sempre a vostra disposizione nei commenti o via mail a d.asnaghi@gmail.com

A presto!

Ulteriori esempi per “cosa posso concretamente chiedere ai registri akashici”?

Nel momento in cui ci si affaccia alla lettura dei registri akashici viene spontaneo domandarsi quali siano i quesiti che è possibile porre. Ti consiglio di leggere qui la prima parte di questo articolo per trovare le indicazioni iniziali che ho raccolto in base alla mia esperienza di lettrice.

In questo secondo blocco andiamo ad indagare ulteriori tematiche tramite esempi:

  • che rapporto animico ho con XY? (quando ci sono relazioni non chiare, quando vogliamo approfondire il legame stretto con un’anima in particolare, quando qualcuno ci risuona in maniera spiccata)
  • sono in un percorso di fiamma gemella? (molte fiamme sospettano in autonomia di esserlo e non sono affatto sorprese dalla risposta affermativa che ricevono, è possibile anche conoscere – se la guida lo ritiene opportuno – il nome della fiamma)
  • ho un’anima gemella? è previsto che io incontri la mia anima gemella? (in primis distacchiamoci dall’idea per la quale l’anima gemella sia qualcuno con cui intrattenere una relazione sentimentale-sessuale, l’anima gemella potrebbe benissimo essere una vostra amica, vostro padre, un fratello!)
  • cosa posso fare per….? (riempire a sentimento, quando accadono eventi o si vivono situazioni talmente complesse che non si trovano risorse allora le parole di Akasha possono aiutare a ritrovare la bussola)
  • ho nodi o debiti karmici? (il ripetersi di situazioni può indicarne la presenza, quando qualcosa non risuona nonostante il lavoro personale fatto, quando sembra che ogni sforzo sia vano questa domanda può ribaltare la situazione)
  • sono sul percorso giusto? è questa la strada giusta per la mia anima? (quando si compiono scelte coraggiose, quando si incontra il cambiamento o lo si percepisce come necessario, quando siamo gli unici a vedere una via)

Questo altro materiale merita riflessioni profonde e apre ulteriori connessioni, lo so.

Ecco perchè mi fermo per dar spazio a tutto ciò che risuona dentro voi prima di indicare ulteriori domande possibili.

Sono a disposizione in mail a d.asnaghi@gmail.com o qui nei commenti prima che ci si affacci all’ultima parte di questo articolo.

A presto!