Riflessioni sul cambiamento

Questa immagine mi è capitata sott’occhio “casualmente” stamattina presto.

Per chi non conosce la lingua inglese, sotto ai primi due cerchi c’è scritto: “cosa vedono le persone quando cambi”; sotto la successiva figura invece “come è stata davvero la tua evoluzione”.

In primis: ciò che ci appare (nei nostri occhi, nel nostro immaginario, nel nostro sentire) rispetto al cambiamento altrui non è mai ciò che il vero cambiamento altrui è stato.

L’immagine degli altri si processa sempre attraverso nostri personalissimi filtri, filtri a bagno nei nostri condizionamenti e nelle nostre credenze.

Che ovvietà!

No, affatto.

Pensate a quante volte avete realizzato che accanto a voi qualcuno fosse cambiato. Magari anche una persona che vive con voi, sotto lo stesso tetto. E quante volte avete esclamato “non sei più come prima!” oppure “sei diverso/a!”.

Eppure non si cambia dalla sera alla mattina, l’evoluzione richiede per chiunque tempo, lavoro, fatica, processi emozionali, piccole e grandi rivoluzioni su più livelli.

Ebbene, nella stragrande maggioranza dei casi noi queste meravigliose fasi le perdiamo completamente di vista e apriamo gli occhi un giorno all’improvviso e quasi accusiamo l’altro perchè è diverso da prima, da come noi siamo sempre stati abituati a conoscerlo, dall’immagine che ormai avevamo dentro noi di quella persona, qualsiasi fosse il suo ruolo.

Quella persona però è stata sotto ai nostri occhi , si è trasformata ogni giorno un poco, ha lavorato passo passo al suo cambiamento ma noi niente, abbiamo colto solo la parte finale del processo e nessuna sfumatura nel mezzo.

Questo accade sia con persone che non vediamo per lungo tempo (e siamo forse giustificati allora?) sia con coloro che viviamo quotidianamente. Perdiamo dettagli, continuamente. Perdiamo momenti, continuamente.

Perdiamo l’occasione di cogliere quanto sia preziosa la trasformazione.

Osserviamo, di più, meglio. Proviamoci almeno.

Il processo può essere arricchente per tutti. Anche per chi osserva.

Che domande posso fare concretamente nella lettura dei registri akashici?

Questa è la prima domanda che mi viene posta quando qualcuno inizia ad interessarsi ai registri, ho pensato quindi potesse essere utile indicare una serie di esempi concreti di domande già formulate.

Ho già parlato qui di ciò che si possa domandare nei registri citando dei temi ricorrenti. Questo articolo mira invece a fornire una prima serie di domande già pronte, certamente non perchè siano uno strumento da copia e incolla, quanto più per mostrare concretamente come si formulino i quesiti visto che moltissime persone trovano difficoltà nel comprendere come porre le loro domande in forma scritta.

Grazie alla mia esperienza ho raccolto una serie di quesiti dai quali potete -se avete piacere- partire per rimodellarli così che aderiscano al vostro sentire e diventino le domande giuste per voi nella vostra personalissima lettura.

In questo articolo ne citerò una prima parte considerando variazioni e micro spiegazioni, in seguito pubblicherò altre sezioni così che la lettura risulti fluida e non abbondante visto il carico emozionale del tema proposto.

Ecco la prima parte:

  • qual è il il mio scopo in questa incarnazione? (perchè sono qui? perchè ho scelto di nascere qui? -sulla terra- perchè questa incarnazione?)
  • da dove proviene la mia anima? qual è l’origine della mia anima? (specie quando si prova un senso di non appartenenza questa domanda può fornire materiale utile da elaborare)
  • perchè ho scelto questa famiglia? perchè ho scelto questa madre/questo padre? (ebbene sì, scegliamo i nostri genitori! specie in presenza di relazioni complesse questi quesiti vi torneranno utili)
  • perchè ho scelto questo luogo? perchè mi sono incarnato/a proprio qui? perchè ho scelto di incarnarmi in questo paese? (quando non si sentono radici coi luoghi in cui si nasce e cresce, quando si sente di appartenere ad altrove, quando radicarsi è complesso)
  • perchè ho scelto questo nome? (anche il nostro nome ha una componente importante nelle scelte che possiamo compiere prima di incarnarci, utile nei casi in cui non si senta sintonia con esso)
  • perchè mi è capitata questa esperienza? perchè mi è successa questa cosa? che cosa devo imparare da quel che mi è accaduto? (quando un avvenimento non ci porta da nessuna parte, quando soffriamo per un evento, quando non riusciamo a vedere un senso in alcune situazioni)
  • perchè ci sono situazioni che si ripetono nella mia vita? perchè mi succede sempre così? (quando riconosciamo uno schema negli eventi o nelle relazioni e non capiamo come spezzarlo o perchè si ripresenti sempre e/o ciclicamente)

Queste la prima parte di domande, nei prossimi giorni andremo oltre con nuovi esempi e temi.

Se avete già qualche domanda o considerazione a riguardo potete scrivermi a d.asnaghi@gmail.com oppure commentare qui sotto, lo scambio è sempre proficuo per tutti.

A presto!

Ma con la cromopuntura sentirò dolore?

Questa è una delle domande che mi sento rivolgere più spesso in tema di cromopuntura.

Considerando che per questa tecnica non si utilizzano aghi ma una penna con una punta in quarzo ialino che irradia fasci di luce colorata la risposta è: no, nella seduta di cromopuntura non si avverte alcun dolore, non fatevi ingannare dal suo nome!

Le sedute avvengono in presenza, il Cliente si sdraia comodamente e riceve il trattamento in tutta tranquillità. La cromopuntura è non invasiva e priva di controindicazioni.

Essa lavora su specifici punti recettori del corpo che vengono stimolati grazie a fasci di luce colorata che agiscono su piani di energia molto profondi; si agisce sui meridiani della medicina cinese. Questi fasci di luce trasmettono un’informazione alle cellule permettendogli di recuperare la loro energia e ritrovare il naturale equilibrio.

La stimolazione diretta del colore su punti particolari del corpo provoca una reazione diretta sui sistemi linfatico, nervoso ed energetico, essa agisce infatti direttamente sui sette organi del cervello.

Durante i trattamenti di cromopuntura si lavora con colori complementari a seconda del risultato che si vuole stimolare. Questa tecnica inoltre pone particolare attenzione alla componente emotiva dei sintomi raccontati dal Cliente.

Di fatto la cromopuntura ripristina l’equilibrio energetico, può venire sperimentata sia da sola che in combinazione con altri percorsi terapeutici senza che interferisca. Il trattamento è non sintomatico, non agisce quindi in maniera diretta sul dolore ma tende a riequilibrare il disturbo energetico di base che lo ha generato.

I benefici della cromopuntura sono percepibili già durante la seduta che, di norma, dura un’ora.

Conoscevi questa tecnica? l’avevi mai sperimentata?

Se necessiti di maggiori informazioni su questo tema contattami in mail a d.asnaghi@gmail.com e sarò lieta di rispondere ai tuoi quesiti.

Samhain, vigilia di Ognissanti

Siamo finalmente giunti al momento che preferisco della ruota dell’anno. Attendo il 31 ottobre sempre con grande entusiasmo ed emozione profonda. Da quando sono madre questa sensazione si amplifica perchè amo profondamente condividere con i miei figli la magia di questa giornata.

Samhain è infatti il mio sabba preferito; esso segnava la fine dell’estate negli antichi calendari agricoli celtici.

A Samhain la Dea è Crona, ci ricorda che per poter progredire dobbiamo saper un attimo fermarci e riflettere lasciando andare ciò che non ci serve, è tempo di raccogliere i pensieri e far tesoro delle nostre esperienze per renderle base per il futuro.

A Samhain si suol dire che il velo tra il mondo dei vivi e quello dei defunti sia più sottile, aumenta in molti la necessità di connessione coi propri cari mancati. Per mia esperienza la visita dei defunti al cimitero ha una valenza esclusivamente simbolica, è infatti questo il luogo in cui è meno probabile essi siano. Se cerchiamo intima e profonda connessione con loro sarà decisamente più semplice trovarla nelle loro case, nei luoghi del loro cuore, vicino a chi hanno amato in vita. Sconsiglio ai non esperti pratiche di divinazione, pratiche spiritiche proprio a cavallo di questi giorni, senza troppi dettagli la mancanza di esperienza vi può esporre a spiriti burloni.

Per chi invece è avvezzo alle pratiche questi sono giorni preziosi in cui alcune capacità sembrano proprio amplificarsi così come la voglia di sperimentare e mettersi in connessione.

Samhain resta in ogni caso un ottimo momento per rendere onore ai nostri defunti, ci sono diverse azioni che possono comunque connetterci a loro e permetterci di celebrarli:

  • possiamo allestire un altare con le loro foto
  • far loro offerte sotto forma di fiori o pensieri
  • possiamo preparare un piatto in più e servirlo alla nostra tavola la sera per offrirlo proprio ai cari mancati
  • possiamo ricordarli cucinando piatti che prevedono ricette che ci siano state tramandate dai nostri avi (io di norma cucino ciò che mi ricorda mia nonna paterna che mi ha accudita per anni e che ho visto cosi tanto ai fornelli)
  • possiamo intagliare zucche coi bambini spiegando loro la tradizione ad esse legata, la storia di Jack o’ Lantern, ubriacone irlandese che vinse il diavolo
  • possiamo meditare pensando ai risultati raggiunti e a quelli ancora da porre
  • è un buon momento per definire nuovi obiettivi per l’anno che viene
  • possiamo usare questo periodo per far ricerche, scoprire chi fossero i nostri avi, cosa possono averci tramandato, quali siano gli insegnamenti che possiamo trarre dalle informazioni che ricaviamo nelle nostre vite. Ascoltate gli anziani, avranno sicuramente parole da spendere sui loro nonni, sui vostri antenati in genere, sono racconti preziosi che arricchiscono la storia familiare e che potrete poi voi stessi tramandare ai vostri figli
  • per chi pratica è questo anche un buon momento per un incantesimo di protezione per la famiglia

Qualsiasi sia il vostro credo, qualsiasi sia il programma che avete per oggi o domani, abbiate cura di prendere un momento di riflessione e raccoglimento interiore, abbiate sempre cura del vostro sentire.

Felice Samhain a tutti voi!

Bivi della vita e segnaletica

Credo sia nota ai più la frase di Ernest Hemingway che collima col titolo di questo articolo.

“Ai più importanti bivi della vita, non c’è segnaletica.”

Siete d’accordo?

Io no: i segnali ci vengono offerti quotidianamente. Anche ai bivi.

Ma li sappiamo cogliere? Sappiamo vedere oltre? Siamo in grado di disconnetterci dalla frenesia e dai costrutti mentali per i quali un segnale è semplicemente una coincidenza? una casualità?

Delle volte la segnaletica ai bivi nemmeno serve, se sappiamo cogliere tutti i segnali che ci sono arrivati mentre percorrevamo il sentiero. e

E’ garantito: al bivio sapremo subito e con sicurezza dove andare, nessuna necessità di un’indicazione da seguire.

A me è capitato per l’ennesima volta proprio recentemente.

Ho iniziato mesi fa un percorso, quasi per gioco. Sul mio cammino ho incrociato così tanti segnali che ho sempre saputo come e dove indirizzarmi. Ci sono stati snodi ai quali ho scelto di fare pausa, sedermi, fare uno spuntino e poi ripartire conscia della direzione e forte di un momento di riflessione.

Ieri sono giunta al bivio. E che bivio!

Eppure ho saputo immediatamente quale strada imboccare.

L’ho saputo non senza portarmi nel bagaglio delle incognite, delle paure e delle domande molto pratiche; dopotutto fanno parte della mia evoluzione e della mia presenza qui oggi.

Eppure aver compreso subito dove indirizzare il mio passo mi ha portata ad essere più leggera, più agile nella scelta finale.

Questo non significa che non leggo le difficoltà che giungeranno, significa che ho consapevolezza di loro, anche sul percorso adatto a me.

Cosa mi è servito? saper cogliere tutti i segnali che mi hanno fatta svoltare nelle vie giuste ben prima del bivio.

Come? semplicemente stando nel qui ed ora.

Siamo davvero sicuri che ai bivi della vita i segnali servano davvero?

Cristalli e dintorni

Fin da bambina sono sempre stata attratta dalle pietre, preziose e non. Osservare i loro colori, le loro forme e sfaccettature era un passatempo ideale per me.

Mi perdevo nelle loro energie e immaginavo storie fantastiche. Raccoglievo pietre e sassi ovunque andassi e oggi, vedere mia figlia far lo stesso, mi porta a pensare che sia l’ennesima manifestazione della profonda connessione tra le nostre anime.

Crescendo mi sono resa conto che questa passione poteva avvicinarmi al mondo della cristalloterapia, disciplina antichissima della quale mi interesso da anni.

Durante la mia formazione come cristalloterapeuta ho avuto modo di conciliare un’attrazione innata con il riconoscimento di una pratica di immenso benessere.

Pietre e cristalli hanno infatti da sempre funzione energetica. Avvicinarsi ad una pietra significa poter sentire con essa connessione e poterne ricevere immenso beneficio.

Una seduta di cristalloterapia apre un nuovo mondo a chi vi si sottopone, sentire l’energia fluire così come le vibrazioni presenti è un’ esperienza immensa.

Così come un consulto di cristalloterapia può aprire ad una nuova visione; saper scegliere la pietra più adatta a noi e alle nostre esigenze, capire come purificarla, caricarla, programmarla, utilizzarla al meglio per massimizzare i suoi effetti porta a maggiore connessione con sè e col proprio benessere ed equilibrio.

Sei curioso di saperne di più? Seguimi e leggerai presto ancora molto su questo tema!

Vuoi prenotare una seduta o un consulto? Scrivimi a d.asnaghi@gmail.com e troveremo insieme la via migliore per l’approccio alla cristalloterapia!

A presto,

Deborah

Perchè vedere un life coach?

Contattare un life coach; ci avevate mai pensato?

Un percorso di coaching può agire positivamente su moltissimi aspetti della vostra vita; il coach infatti ha tutti gli strumenti per supportare la vostra crescita e la vostra consapevolezza in modo da farvi guardare la realtà da una prospettiva assolutamente diversa.

Il life coach vi motiva e lavora con voi con metodologia potenziante grazie alle mille risorse della programmazione neurolinguistica. Vi aiuta a vedere concretamente le vostre qualità e risorse e a metterle in gioco per portare soluzioni proprio sotto ai vostri occhi.

Tutti attraversiamo fasi difficoltose, ci scontriamo con problemi, ci vediamo bloccati o ci sentiamo sconfortati rispetto a persone, situazioni o eventi. La grande differenza che fa da spartiacque tra il rimanere bloccati a lungo e l’uscirne invece brillantemente può proprio essere il lavoro su voi stessi grazie al coaching.

Tutte le risorse sono già dentro di voi, il coach non farà altro che estrarle e mostrarvele così che possiate metterle in campo. Il coach supporta ed aiuta ad individuare il miglior percorso per portare a casa il risultato, sta nel qui ed ora ma sa anche toccare i tasti giusti del passato, sa bene orientare al futuro, alle soluzioni tangibili e concrete, ad obiettivi sani e stimolanti.

Il coach agisce in tutti gli ambiti della vita; modella il suo intervento a seconda della necessità del Cliente. E’ presenza di supporto costante pur avendo lo scopo di rendervi da lui indipendenti quanto prima. Il coach riceve sia di persona che da remoto con le più famose piattaforme online (personalmente utilizzo skype, google meet e zoom ma resto aperta ad ulteriori modalità).

Dare una possibilità al coaching può far la differenza nel modo in cui affrontate i problemi, le criticità, i rapporti interpersonali-sentimentali, nella relazione con voi stessi e/o con la vostra famiglia.

Se hai necessità di maggiori informazioni o vuoi prenotare la tua ora di coaching con me ti invito a scrivermi in mail a d.asnaghi@gmail.com oppure a seguire questo link Calendly per la prenotazione diretta: https://calendly.com/dimensionede/1-ora-life-coaching in seguito al quale riceverai una mail di conferma con le modalità di incontro e pagamento.

Perchè attendere quando la soluzione è già dentro di te?

Perchè richiedere una lettura dei registri akashici?

Questa è una domanda alla quale mi trovo spesso a rispondere, ho pensato quindi fosse utile mettere per iscritto le motivazioni che incontro quotidianamente parlando con chi si avvicina a me.

Ogni anima che si affaccia alla lettura ha dubbi, fatiche e domande alle quali non riesce in autonomia a trovar risposta.

Alla lettura non si dovrebbe infatti arrivare per mera curiosità; essa è uno strumento di grande crescita e supporto interiore. Apre nuove possibilità, invita al lavoro profondo su di sè e porta guarigione.

La lettura del proprio registro akashico è utile quando ci sentiamo in un momento di stallo nella nostra vita, quando vediamo degli schemi o delle dinamiche ripetersi e non comprendiamo nè il motivo nè come evitare che accada.

Serve ad identificare se si sia in un percorso di fiamma gemella, se si abbia un’anima gemella, quali siano i legami ed i patti animici con le persone che fanno parte a vario titolo della nostra vita.

Con la lettura possiamo individuare la presenza di nodi o blocchi karmici e avere indicazioni su come sanarli definitivamente.

Si può domandare quale sia il nostro scopo in questa vita, quali siano i nostri doni e talenti e come poterli utilizzare al meglio.

Possiamo ricevere messaggi dalle guide, parole che toccano la nostra anima nel profondo e ci portano a raggiungere nuove consapevolezze e benessere.

Nel registro akashico è possibile vedere le nostre vite passate, quelle parallele e quelle future.

La guarigione akashica è un’esperienza meravigliosa d’amore. Ci mette in primo piano e ci sprona a far sempre meglio per noi stessi.

Le risposte di Akasha sono esclusivamente per il sommo bene dell’anima, non v’è nulla di spaventoso.

Se hai piacere di richiedere una lettura con me puoi scrivermi in mail a d.asnaghi@gmail.com per poterla prenotare.

La lettura dei registri akashici viene da me svolta da remoto, mi consegni via mail le domande e nel giro di qualche giorno, sempre mezzo mail, consegnerò le risposte. Segue, se hai piacere, un momento di scambio via mail o online (zoom, skype, google meet). In questa occasione potrai fare tutte le domande relative alle risposte ricevute, ricevere spiegazioni e chiarimenti, consigli.

La lettura dei registri akashici è un’esperienza piena e coinvolgente, un momento di grande crescita interiore e consapevolezza.

Sono life coach

Il life coach è il professionista che aiuta il proprio Cliente ad estrarre da se stesso tutte le risorse e le potenzialità per risolvere un problema che lo affligge. Nel coaching gli obiettivi sono realistici e raggiungibili.

Il life coach lavora in assenza di giudizio, supporta e guida il Cliente verso il risultato.

Nel coaching si utilizzano tecniche di pnl (programmazione neuro linguistica) funzionali al raggiungimento dell’obiettivo del Cliente.

Le sessioni si svolgono sia in presenza presso il Cliente che da remoto su piattaforme da concordare. Una sessione dura un’ora circa.

Il coach fa suo l’obiettivo del Cliente e lo motiva e supporta sino al raggiungimento della meta prefissata.

Se vuoi un appuntamento o hai qualche curiosità sul coaching scrivimi a d.asnaghi@gmail.com

Sono cromoterapeuta, cromopuntore

La cromoterapia è una forma di medicina alternativa che si basa sull’utilizzo terapeutico dei colori per il trattamento di disturbi di vario genere ed entità. Il cromoterapeuta-cromopuntore non è un medico e queste tecniche non si sostituiscono alla medicina tradizionale.

I colori sono associati ad alcune proprietà specifiche e vengono utilizzati per portare benessere e miglioramento della propria condizione generale.

La cromopuntura con metodo del dottor Peter Mandel è un trattamento della medicina alternativa grazie al quale si lavora sul benessere dell’individuo in assenza di dolore o controindicazioni. Si irradia luce colorata attraverso uno strumento in alcune specifiche aree del corpo (interessate dai meridiani dell’agopuntura) con tempi e modalità dedicate. Questo trattamento stimola l’autoguarigione e non ha effetti collaterali.

Il cliente non sente alcun dolore e la seduta si svolge in presenza con durata variabile.

Per ulteriori informazioni o domande relative alla cromoterapia-cromopuntura potete scrivere a d.asnaghi@gmail.com