5 febbraio: carte del destino

Lunedì 5 febbraio, in quanto primo lunedì del mese, si svolgono i consulti (da mezz’ora o da un’ora) con le carte del destino.

Qui puoi leggere cosa siano, come si usino e se vuoi maggiori informazioni o decidi di prenotare il tuo spazio ti invito a scrivermi in mail a d.asnaghi@gmail.com

Registri akashici e relazioni

Come lettrice di registri akashici raccolgo spesso domande relative alla relazione animica del mio cliente con qualcuno in particolare. I quesiti sono più o meno questi:

Qual è la mia relazione animica con XY? io e XY abbiamo avuto vite passate insieme? in quali ruoli abbiamo già vissuto io e XY? qual è lo scopo della mia relazione/del mio incontro con XY? la conoscenza con XY cosa mi deve portare a capire? cosa posso fare per sanare/migliorare il rapporto con XY?

XY ovviamente non è solo partner, le domande riguardano persone con le quali si hanno le più svariate connessioni: genitori, figli, nonni, colleghi, zii, amici, superiori ecc.

Le risposte di Akasha spesso spiegano dinamiche in essere, confermano sensazioni già presenti, dettagliano suggerimenti se richiesti, portano quindi ad una più profonda comprensione dei nostri legami; capita sovente infatti che ci siano già punti in comune nel passato con le persone delle quali si chiede.

Trovo queste domande sempre molto ben riuscite, sia a livello di formulazione che di interpretazione della risposta non riscontro particolari complessità da parte dei miei clienti.

A volte succede che le risposte delle guide stupiscano, specie se chiediamo rispetto a dinamiche complesse, forti, burrascose o poco chiare. Le informazioni ricevute, se ben utilizzate, portano guarigione, a noi in primis, alla relazione in seconda battuta.

E’ bene disporsi con fiducia quando si chiede rispetto ad altri; come è bene anche considerare che la relazione prevede contributi da ambo le parti e che il nostro atteggiamento spesso può determinare quello dell’altro.

Quando si domanda rispetto a terze persone del loro registro si vede soltanto il pezzetto che riguarda noi; non è mai possibile domandare di sbirciare l’altrui registro per intero senza consenso esplicito, non dimenticate mai che l’etica è parte fondante del lavoro del lettore o della lettrice di registri akashici.

Se hai domande o senti che è il momento di indagare la tua relazione animica con qualcuno scrivimi qui in mail: d.asnaghi@gmail.com

Animali domestici e vite passate

(nella foto qui sopra vedete me e Lucky quando era appena arrivato a casa)

Il tema vite passate e registri akashici appassiona sempre; lo so! Sono tanti i quesiti che sorgono più aumentano le informazioni a tema che si incamerano.

Nel corso del tempo mi è stato più volte chiesto degli animali domestici, se fosse possibile avere vite passate comuni anche con loro.

La risposta è sì, certamente. E’ possibile averne una o più di una; anche con più animali diversi.

I principali indizi sono un fortissimo ed immediato legame, la scelta che cade subito senza apparente motivo all’interno di una cucciolata su un piccolo ben specifico, l’avvicinarsi a noi tra diversi animali di uno ben definito, il guardarsi per la prima volta negli occhi e sentire già di appartenersi.

Questi sono primi ottimi indizi della condivisione di altre vite con i nostri amici animali. E’ possibile domandare di loro nella nostra lettura dei registri akashici? certo, è possibile conoscere tramite le risposte di akasha quale sia il nostro legame e se torni in più vite.

Hai anche tu un legame speciale col tuo animale domestico? come vi siete incontrati?

Doni e talenti nella lettura dei registri akashici

Mi capita spessissimo di ricevere domande sui propri doni e talenti nelle letture dei registri akashici. I doni sono capacità ed inclinazioni innate, i talenti sono invece determinati da allenamento e propensione.

Capita altrettanto spesso che le risposte siano uno stimolo a riconoscerli ed ammetterli piuttosto che una dichiarazione limpida con un semplice elenco.

Le anime che domandano dei propri doni e talenti ne sono spesso coscienti e chiedono quindi l‘ovvio. E’ ben più raro che le qualità elencate sorprendano il cliente dopo la lettura, partiamo quindi dall’assunto che perlopiù sia un quesito di rinforzo di informazioni già in nostro possesso.

Capita che nell’elencare doni e talenti alcuni vengano omessi: sono quelli dei quali abbiamo piena coscienza, è ridondante elencarli. Akasha risponde per il sommo bene dell’anima, non ripete ciò che l’anima già conosce alla perfezione.

Quando ho iniziato il mio percorso come lettrice mi sono stupita dell’altissima incidenza di questa domanda; mi ha portata spesso a pensare quanta difficoltà ci sia nel raggiungere consapevolezza perfino del proprio saper fare o essere.

Le fatiche alle quali ci esponiamo qui deviano spesso il nostro percorso e, delle volte, ci portano a perdere la connessione profonda con noi stessi, dobbiamo quindi ricorrere a qualcosa di esterno per tornare alla base delle nostre competenze.

Nel corso del tempo ho visto persone commuoversi ricevendo conferme e altri titubare perchè ricevendo conferma sentivano fatica nell’accettazione di una realtà che sospettavano.

Qualsiasi possa essere la condizione dell’anima che pone questa domanda la meraviglia della risposta porta sempre conforto.

Tu hai percezione dei tuoi doni e talenti? li utilizzi al meglio? se vuoi condividere con me qualche riflessione o vuoi prenotare la tua lettura dei registri akashici scrivimi in mail a d.asnaghi@gmail.com

Le vite passate influenzano la mia vita attuale?

Come lettrice di registri akashici trovo la domanda sulle proprie vite passate estremamente importante e pertinente in una lettura dei registri. E’ invece un quesito spesso bypassato in virtù di questioni prettamente riguardanti il proprio presente.

Eppure l’influenza delle nostre vite passate spesso è ben palpabile nel quotidiano.

Nel corso del tempo mi sono resa conto di quanto possano impattare sul nostro oggi a tutto tondo. In primis ne ho avuto esperienza personale sia riguardo ad una fobia, sia riguardo al legame tra il mio nome e quello del mio figlio minore, sia rispetto ad un paio di segni presenti sul corpo dei miei bambini che hanno un chiarissimo rimando alla nostra ultima vita insieme.

Capite bene che avendone avuto prova personale ho un coinvolgimento maggiore su questa tematica e mi preme farvela conoscere così che possiate ragionarla e scegliere se accantonarla o indagarla.

Mi piace sempre ascoltare i racconti dei miei clienti quando ritrovano parti delle loro vite passate in quelle attuali. Partono spesso da piccoli dettagli che nel giro di qualche minimo ragionamento assumono sempre una forma più ampia e comprensiva riguardo l’attuale esistenza terrena.

Ho raccolto diverse testimonianze a riguardo, ne voglio riportare qualcuna così che possiate poi coscientemente scegliere se porre o omettere questo genere di quesito nella vostra lettura dei registri akashici andando nello specifico a comprendere quali informazioni potreste ritrovare.

Ho conosciuto una donna mancata di stenti durante una fuga in Russia nella sua ultima vita, oggi racconta di aver sempre freddo e di non uscire mai di casa senza qualcosa da mangiare, sia anche solo un pacchetto di crackers.

Ho conosciuto una ragazza che ha scelto una casa nuova (senza saperlo coscientemente) con la vista uguale a quella di un’antica casa nella quale ha trascorso tempo dipingendo il paesaggio che oggi ammira.

Ho visto donne mostrarmi segni sul loro corpo che richiamano in maniera efficace il rimando alla loro morte in vite precedenti. Ho visto principalmente voglie richiamanti pugnalate e voglie richiamanti incidenti.

Ho avuto modo di conoscere un uomo affascinato dall’Africa sin dalla tenerissima età senza che alcuno gliene avesse fatto menzione. Raccontava di tende e cammelli, di vociare intenso e di caldo asfissiante e aveva meno di cinque anni. Tanti anni dopo ha scoperto nel suo cuore un paese specifico grazie ad un viaggio di lavoro e ha ritrovato tutto ciò che sin da bambino raccontava con intima convinzione.

Non capita a tutti di avere rimandi così espliciti dalle vite passate ma credo valga la pena darsi la possibilità di accedervi, di sapere cosa sia accaduto, quali scelte si siano poste in essere, quanto e come possano aver determinato quella vita, è bello andare alla conoscenza di dettagli, luoghi ed anime che ci hanno accompagnato. Ho avuto modo di raccogliere anche racconti relativi a mariti e mogli (oggi) insieme in altre vite in altri ruoli con ricordi e rimandi identici che dopo la lettura dei registri hanno dato nuova lettura alla loro relazione.

Questa è una delle meraviglie che dischiudono i registri akashici con la lettura; un’esperienza fantastica e profonda alla quale approcciarsi sempre con fede e convinzione oltre che con responsabilità

Se vuoi condividere con me la tua esperienza o vuoi maggiori informazioni scrivi a d.asnaghi@gmail.com

Spiritualità, guru ed insegnanti

Sono una spiritual coach, significa quindi che vi insegno cosa sia la spiritualità o ad essere spirituali? No, affatto.

Nessuno può insegnare la spiritualità ad altri. Si possono mostrare spunti, correnti ed idee, riflettere su concetti ed esperienze, scambiarsi opinioni ed informazioni ma non insegnare cosa sia la spiritualità o perfino ad essere spirituali.

I nostri insegnanti siamo noi stessi, la nostra anima è la nostra fonte primaria di insegnamento. Siamo quindi spirituali da sempre, consapevoli o meno.

Lo spiritual coach vi fornisce strumenti, esercizi, spunti ed indicazioni (su richiesta) in assenza di giudizio, non vi traina e non vi impone nulla. La libertà e la fiducia sono le basi fondanti di questa relazione.

Lo spiritual coach non è un guru, non si mette in cattedra, non detta dogmi, non lancia strali, non impone nulla, tantomeno regole.

Lo spiritual coach ha una relazione proficua col suo ego, questo permette di supportare senza salire su alcuna cattedra. Lavora in assenza di giudizio ovviamente.

Il percorso con lo spiritual coach vi porta alla scoperta di voi stessi, delle vostre risorse e potenzialità, delle tecniche che più vi risuonano, vi connette intimamente a voi stessi, vi permette di far vibrare positivamente la vostra anima. Lo spiritual coach vi supporta, vi mostra spunti e prospettive, voi stessi poi decidete se accoglierli o meno, se lavorarli o meno.

Nulla viene forzato, nulla viene incanalato in regole, lo scambio è un fluire piacevole ed arricchente per entrambi.

La relazione con lo spiritual coach porta gioia, lavoro e comunicazione, crescita ed evoluzione.

Se vuoi maggiori informazioni o hai piacere di confrontarti con me scrivimi una mail qui: d.asnaghi@gmail.com

Ma il life coach insegna a vivere?

Ho perso il conto delle volte in cui, dopo aver detto di essere una life coach, mi sono trovata davanti a frasi come “insegnami la vita” o “dimmi cosa fare della mia vita allora”.

Il life coach pare essere visto come maestro di vita, una figura che insegna cosa fare della propria esistenza, come direzionarla e perfino come viverla!

Non è affatto così!

Non c’è figura che possa fare questo per voi.

Il life coach ha una formazione professionale, ha competenze e risorse che attinge principalmente dalla programmazione neurolinguistica (PNL) ma non ha alcuna bacchetta magica che con una formula vi insegni come vivere la vostra vita.

Il life coach fornisce supporto, strumenti, spunti ed informazioni che poi voi, tramite esercizi mirati e riflessioni, elaborate coi vostri mezzi. Siete sempre voi a decidere quale materiale faccia per voi e quale no, quali idee possano venire approfondite, quali materie possano venire incluse nella vostra quotidianità.

Il life coach vi può aiutare ad estrarre le vostre potenzialità e risorse, perfino quelle che nemmeno ritenete di avere, ma non compie alcuna magia; sia chiaro.

Avete sempre voi il comando della vostra vita, qualcuno può affiancarvi, mostrarvi ciò che faticate ad identificare, ma solo voi potete decidere se approfondire o andare oltre.

Il percorso con il life coach supporta nella fatica, in un momento di stallo o confusione, in situazioni nelle quali siete chiamati a far scelte importanti ma non significa che vi porti a delegare la vostra responsabilità personale.

Se necessiti di maggiori informazioni a riguardo o vuoi confrontarti con me puoi scrivermi a d.asnaghi@gmail.com

Chi ball: cosa sono e a cosa servono?

Le chi ball sono sfere di energia universale (o palle di Chi) e sono utilissime per diversi motivi.
Essendo sfere di energia ovviamente non sono visibili, sono però facilmente percepibili quando vengono ricevute.
Le chi ball vengono create da coloro che sanno gestire l’energia (reiki master, operatori olistici specializzati, terapisti energetici ecc) e possono essere usate per diversi scopi.
Vi elenco qui sotto i più comuni:
attivazioni (ad esempio nel reiki da un livello all’altro)
protezione (come schermo per le energie negative)
manifestazione (come propiziatori)
scioglimento di blocchi energetici
rimozione di energie negative
supporto nei trattamenti energetici

Ricevere la propria chi ball da un operatore specializzato è una risorsa preziosa. Essa, adeguatamente programmata, agirà beneficamente sullo scopo prefissato.
È inoltre possibile, dedicandole del tempo con intento, caricarla e tenerla più che attiva quotidianamente in autonomia secondo le indicazioni che riceverete dall’operatore che l’ha creata per voi.
Non è necessario essere vicini all’operatore per riceverla, l’energia universale non conosce nè spazio nè tempo e può quindi venire inviata tranquillamente a distanza.
È possibile inoltre ricevere più chi ball per intenti differenti, ognuna di loro agirà nel suo campo d’azione.
Se hai interesse a saperne di più o vuoi ricevere la tua chi ball scrivimi a d.asnaghi@gmail.com

(se prenoti un trattamento reiki a distanza avrai la chi ball a metà prezzo)

Perchè i miei cristalli non funzionano?

La domanda posta nel titolo di questo articolo mi è stata recentemente inviata via mail da una ragazza che mi segue sui social.

Sicuramente non è la sola ad essersi posta questa domanda e vediamo insieme quali siano le possibilità.

La valutazione iniziale è questa: dove ho acquistato i cristalli? sono veri o sono vetri colorati? (ahimè capita, non tutti i venditori sono onesti). Capite bene che se acquisto incautamente un vetro colorato non posso pretendere che abbia vantaggi energetici.

In seconda battuta: come ho scelto il cristallo? individuare il cristallo migliore col quale lavorare non è così semplice. L’offerta naturale è più che ampia, a parità di necessità possono esserci numerose sfumature che possano orientare su una pietra piuttosto che su un’altra. Se avete scelto in autonomia quindi può benissimo essere che non abbiate individuato il cristallo adeguato. Tenete conto che studio i cristalli sin da ragazzina eppure imparo ancora moltissimo quotidianamente col loro utilizzo, non scoraggiatevi, piuttosto affidatevi per la scelta ad un cristalloterapeuta competente.

Inoltre: avete purificato e caricato correttamente il vostro cristallo? la relazione energetica che si stabilisce con una pietra dipende anche da questo. Prima di raggiungere voi quel cristallo ha viaggiato chissà dove ed è passato tra le mani di chissà quante persone! rendetelo vostro dopo averlo ripulito correttamente. Prestate attenzione perchè non esiste una metodologia univoca per la purificazione; alcuni cristalli richiedono attenzioni particolari. Quanto invece alla carica della vostra pietra domandatevi se siete stati aperti, convinti e specifici nelle intenzioni.

Infine: avete utilizzato con costanza e correttamente la pietra? la costanza paga in cristalloterapia, difficile che in un nanosecondo si porti a casa il risultato. Quanto poi al corretto utilizzo ci sono così tante informazioni per ogni pietra e funzionalità che serve un testo a parte!

Come potete dedurre da queste poche righe dietro ai cristalli c’è un mondo ed è parte del loro fascino a parer mio. Leggete, studiate, ricercate ed affidatevi a professionisti del settore sia che vogliate provare una seduta di cristalloterapia in presenza sia che vogliate un consulto su quali cristalli poter utilizzare per voi e/o i vostri ambienti.

Se queste righe vi hanno scatenato la curiosità e volete prenotare una seduta o una consulenza vi aspetto in mail a d.asnaghi@gmail.com

Cosa accade tra coach e cliente quando si conclude un percorso?

Come life e spiritual coach mi è capitato di rispondere a questa domanda più volte.

Un percorso di coaching può concludersi per diversi motivi; può giungere a termine perchè l‘obiettivo fissato è raggiunto e quindi non si necessita più del supporto del coach, ad esempio. Mi è successo diverse volte e qualche cliente è poi tornato per perseguire con me nuovi obiettivi diversi riallacciando la relazione. Altri invece hanno girato il mio contatto a coloro che potevano aver necessità di un percorso come testimonianza del gradimento del lavoro svolto.

Il percorso di incontri tra coach e cliente può terminare però anche prematuramente per sopraggiunte difficoltà organizzative del cliente; per insoddisfazione o per mancanza di tempo o risorse, anche economiche, da parte del coachee.

E allora, che succede tra coach e cliente?

Partendo dalla base della relazione di fiducia sulla quale si fonda il coaching, il cliente ed il coach si congedano senza giudizio alcuno qualsiasi sia la motivazione addotta. Non è possibile, visto che mi è stato esplicitamente domandato, diventare amici, non è questo il ruolo del coach.

Non è inoltre possibile chiedere di avere la possibilità di veloci scambi per pareri e suggerimenti a percorso chiuso. Il coach perde il polso della situazione non vedendo più con regolarità il cliente e non ha quindi alcun mezzo per poter rispondere in modo sensato e professionale.

Qualsiasi sia il motivo che porta la chiusura del rapporto questa avviene in maniera assolutamente serena; non ci deve essere alcun timore nel comunicare la volontà di interrompere gli incontri.

Il coaching è una risorsa importante, formativa, va vissuta in libertà e coscienza, con responsabilità e consapevolezza. Ed esattamente allo stesso modo va portato a conclusione.