Perché resti dove non sei in massima espressione o dove stai male?
Non è pigrizia. Non è mancanza di ambizione.
È un meccanismo biologico.
Il tuo cervello è programmato per farti sopravvivere, non per farti felice. E per sopravvivere, deve risparmiare energia. Tutto ciò che è nuovo, anche se è bello, richiede energia, attenzione, adattamento. Tutto ciò che è conosciuto, anche se fa male, è già mappato. È sicuro, perché sei ancora viva.
Per questo preferisci un dolore conosciuto a una gioia sconosciuta.
Come si manifesta?
1. Confondi la familiarità con la felicità.
“Almeno so come funziona qui.” Lo dici del lavoro che ti svuota, della relazione che ti spegne, della città che non senti più tua. Non stai bene, ma sai le regole del dolore. E questo ti calma per un attimo.
2. Sovrastimi il costo del cambiamento e sottostimi il costo del restare.
La tua mente ti mostra in loop tutto ciò che potresti perdere se cambi. Non ti mostra mai tutto ciò che stai già perdendo ogni giorno che resti. La tua energia, il tuo tempo, la tua voglia.
3. Ti racconti che “non è il momento”.
Aspetti il momento perfetto, che non arriva mai. Perché il momento perfetto è una scusa del cervello per non muoversi. Il bias dello status quo ama le frasi: “poi vedo”, “da lunedì”, “quando sarò più pronta”.
La verità scomoda:
Non resti perché non hai sogni.
Resti perché hai paura di tradire la persona che sei stata fino a ieri.
Cambiare significa dire a te stessa di ieri: “Grazie per avermi portata fin qui, ma ora scelgo altro.” E questo fa male. C’è un lutto da fare. Il lutto della vecchia identità.
Come si scioglie? Non con un salto, ma con una domanda.
Non devi stravolgere la vita domani mattina.
Fai questo esercizio, oggi:
Prendi un foglio e dividi in due colonne.
A sinistra scrivi: COSA MI COSTA RESTARE QUI ALTRI 6 MESI? Sii brutale. Energia, sonno, autostima, soldi, relazioni.
A destra scrivi: QUAL È LA GIOIA SCONOSCIUTA CHE HO PAURA DI MERITARE SE CAMBIO? Non cosa potrei perdere. Cosa potrei finalmente guadagnare.
Leggi la colonna di destra ad alta voce. Ogni giorno.
Il bias non si combatte con la forza di volontà. Si scioglie quando rendi la nuova strada più familiare della vecchia, anche solo nella tua immaginazione.
Non hai bisogno di essere pronta al 100%. Hai bisogno di essere disposta al 5% in più di ieri.
E quel 5% cambia tutto.
Se ti sei riconosciuta in questo, salva questo post. Rileggilo quando ti dirai “sto bene così”.
E dimmi nei commenti: qual è UNA piccola cosa che sai che dovresti cambiare, ma rimandi?
Ti leggo nei commenti!
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